In questa recensione analizzo il sistema H&Y K-Series Mark III dopo quasi un anno di utilizzo sul campo, testando filtri ND1000, CPL e sistema Balancer in diverse condizioni di luce e ambiente.
Negli ultimi mesi ho utilizzato in modo continuativo il sistema H&Y K-Series Mark III in diverse situazioni, dalla fotografia costiera con vento e salsedine fino a condizioni più tranquille all’alba e al tramonto.
Arrivo però da oltre 10 anni di utilizzo di un altro sistema di filtri tra i più conosciuti sul mercato, quindi il passaggio a H&Y non è stato casuale ma frutto di un confronto diretto sul campo.
Questa recensione nasce proprio da questo: un utilizzo reale, prolungato e consapevole, con l’obiettivo di analizzare nel dettaglio:
Il setup che utilizzo è composto da:
Il sistema H&Y K-Series Mark III è un holder progettato per filtri da 100mm, compatibile con la maggior parte delle ottiche grandangolari tramite anelli adattatori.
Dal punto di vista costruttivo:
Uno degli aspetti più interessanti è proprio il sistema drop-in magnetico, che permette di inserire filtri come ND e CPL direttamente nella parte frontale dell’holder, evitando sovrapposizioni e riducendo il rischio di vignettatura.
Il sistema magnetico H&Y è uno degli elementi che più cambia l’esperienza d’uso:
Durante l’utilizzo sul campo, soprattutto in presenza di vento forte o su scogliere, questa caratteristica si traduce in un vantaggio concreto: meno tempo perso e maggiore sicurezza operativa.
I filtri H&Y della serie K utilizzano vetro ottico HD con trattamento MRC (Multi Resistant Coating).
Caratteristiche tecniche principali:
Nel tempo, anche dopo utilizzi frequenti in ambienti marini, non ho riscontrato:
La gestione di acqua e salsedine è molto buona: le gocce tendono a non aderire e la pulizia risulta semplice anche sul campo.
Uno degli aspetti più importanti riguarda la resa finale.
Durante l’utilizzo ho riscontrato:
Questo è particolarmente rilevante nelle lunghe esposizioni, dove spesso altri sistemi introducono:
Con i filtri H&Y il file rimane pulito e facilmente lavorabile in post-produzione, senza necessità di correzioni invasive.
Il filtro ND1000 H&Y è uno degli elementi fondamentali del sistema, pensato per la fotografia a lunga esposizione anche in condizioni di luce intensa.
Nel mio caso lo utilizzo nella versione drop-in combinata con CPL, che rappresenta una soluzione estremamente pratica e pulita dal punto di vista operativo.
Il filtro viene inserito direttamente nel vano frontale dell’holder tramite sistema drop-in magnetico.
Questo comporta diversi vantaggi:
L’integrazione con il CPL permette inoltre di lavorare in modo più efficiente, evitando stack complessi.
Il ND1000 è il filtro che utilizzo principalmente per:
In condizioni di luce piena, consente di passare da tempi rapidi a esposizioni di diversi secondi o minuti, rendendo possibile ottenere effetti che a occhio nudo non sono visibili.
Durante l’utilizzo ho riscontrato:
Anche in situazioni critiche, come:
il filtro si comporta in modo molto uniforme.
Uno degli aspetti più importanti nei filtri ND è la gestione delle dominanti.
Nel caso dell’ND1000 H&Y:
Questo è particolarmente importante quando si scatta in RAW e si lavora successivamente in post-produzione.
Il sistema drop-in rende l’utilizzo estremamente rapido:
Durante i tramonti, dove la luce cambia rapidamente, questa velocità fa una differenza concreta.
Dopo numerosi utilizzi, il ND1000 si è dimostrato:
È uno strumento essenziale per chi lavora con lunghe esposizioni e vuole mantenere qualità e controllo senza complicare il setup.
Uno degli elementi più interessanti del sistema H&Y è il cosiddetto Balancer, ovvero l’approccio ai filtri GND pensato per gestire in modo più preciso il bilanciamento della luce tra cielo e primo piano.
A differenza dei sistemi tradizionali, dove si sceglie un singolo GND in base alla scena, il sistema H&Y permette una gestione più flessibile e modulare.
Il concetto alla base è semplice ma efficace:
non limitarsi a “tagliare” la luce del cielo, ma bilanciarla in modo più naturale e controllato.
Questo significa:
Nel mio utilizzo, questo approccio si traduce in una gestione più precisa soprattutto in condizioni di luce complessa.
In situazioni classiche di paesaggio, come:
il sistema Balancer permette di:
Il Balancer lavora molto bene nel contenere la parte più luminosa senza “schiacciare” il resto del cielo.
In presenza di montagne, rocce o elementi che interrompono l’orizzonte:
Quando la luce cambia rapidamente (tipico dei tramonti):
Rispetto a un utilizzo più “classico” dei GND:
Il sistema funziona particolarmente bene in combinazione con:
Dopo diversi utilizzi, il sistema Balancer si è dimostrato:
Non sostituisce la conoscenza della luce, ma permette di gestirla in modo più controllato direttamente in fase di scatto.
La differenza principale rispetto ai sistemi tradizionali emerge nell’utilizzo pratico.
Situazioni testate:
Il sistema si è dimostrato:
Il sistema magnetico riduce drasticamente i tempi morti e permette di concentrarsi sulla composizione, che è poi l’aspetto più importante nella fotografia paesaggistica.
Inoltre durante i tramonti, dove la luce cambia rapidamente, il sistema magnetico mi permette di passare da una configurazione all’altra in pochi secondi, senza perdere il momento dello scatto
Dopo quasi un anno di utilizzo, posso dire che il sistema H&Y K-Series Mark III rappresenta un’evoluzione concreta rispetto ai sistemi tradizionali.
Non si tratta solo di qualità ottica, ma di:
Per chi lavora spesso in condizioni dinamiche, è un sistema che permette di ridurre tempi e margini di errore, migliorando l’esperienza complessiva di scatto.
Il sistema H&Y è entrato stabilmente nel mio workflow.
È una soluzione pensata per chi vuole:
Non è solo un accessorio, ma uno strumento che incide concretamente sul modo di fotografare.
